Running symposium 2014

27 Jan 2015

Nell'agosto 2014 a Calgary, in Canada, si è svolta una conferenza internazionale a cui hanno partecipato esperti biomeccanici e produttori di calzature per discutere alcuni temi importanti per la corretta cinematica della corsa. L'evento organizzato con una forte connotazione scientifica, ha permesso di dare visibilità a relazioni molto interessanti e di riflettere su alcuni aspetti a volte sottovalutati da tecnici del settore, allenatori ed atleti riguardanti la prevenzine degli infortuni, ma anche la performance.

Di seguito un estratto di molto sintetico del messaggio chiave di ogni relatore. Una ricerca bibliografica su ogni singolo autore può certamente spiegare meglio dettagli e significato di ogni affermazione.

 

 

J. EA BERTRAM

Il costo energetico della corsa è fortemente correlato all'energia persa. Ridurre le forza d'impatto e migliorare l'azione di assorbimento degli shock è molto importante. 

 

V. D BOGERT

La posizione del piede e la sua velocità di movimento hanno molta più influenza sui picchi d'impatto al suolo rispetto alla capacità d'ammortizzamento delle calzature.

 

G-P. BRÜGGEMANN

Uno studio prospettico sembrerebbe indicare che correre con scarpe che forniscono un supporto e ammortizzazione minimi aumenti il carico sulla musclature intrinseca del piede che supporta l'arco plantare, rinforzandola.

 

P. CAVANAGH

Modificare la tecnica di contatto del piede al suolo da retropiede ad avampiede (mediopiede?) diminuisce l'accelerazione verticale della tibia, ma aumenta l'accelerazione antero-posteriore e l'accelerazione totale.

 

I. DAVIS

L'uso costante di calzature protettive crea debolezza. La transizione verso scarpe meno "costruite" è la chiave del miglioramento. I bambini a due anni d'età, atterrano con il piede leggermente plantiflesso durante la corsa con scarpe minimaliste. Quando arrivano a quattro anni circa, diventano dei corridori che appoggiano prima il tallone con circa 10 gradi di dorsiflessione.

 

R. FERBER

I ricercatori hanno davvero poca influenza sui clinici. ("i clinici pensano spesso che teoria e pratica siano disgiunte, invece di vederle come un processo di conoscenza che si autocompleta" - commento personale)

 

E. C. FREDERICK

Le caratteristiche di alcune scarpe rappresentano un potenziale beneficio per la performance. Il peso è un fattore critico (aggiungere peso sul piede rappresenta un costo energetico 7 volte maggiore rispetto ada aggiungero in prossimità del baricentro), mentre l'effetto massa è dell'1% per ogni 100g aggiunto ai vostri piedi. 

Una certa quantità d'ammortizzamento è un'altro effetto positivo per la performance di molti corridori, ma ancora maggiore è il potenziale offerto dalla possibilità di individualizzare e personalizzare la calzatura sulle specifiche necessità di ognuno.

 

J. HAMILL

Negli ultimi 40 anni, l'enfasi maggiore della ricerca sugli infortuni legati alla corsa è stata diretta allo sviluppo delle calzature, con lo scopo di attenuare gli impatti e controllare la pronazione. I biomeccanici sono giunti alla conclusione che gli infortuni non solo correlati a questi due fattori. 

Gli errori nei programmi d'allenamento e i fattori genetici sono molto più importanti di scarpe e biomeccanica.

La cadenza scelta liberamente e spontaneamente da ogni corridore non è quella ottimale in relazione al consumo d'ossigeno.

 

W. HERZOG

Per diventare performante e migliorare bisogna potersi allenare senza infortuni. Fare ricerca sui corridori non infortunati può essere un'idea migliore che studiare quelli infortunati.

Ognuno non dovrebbe solo preoccuparsi di quanto corre, ma anche di quanto riposa.

 

R. KRAM

Correre a piedi nudi su superfici relativamente morbide può favorire le migliori condizioni per la performance.

 

D. LIEBERMAN

C'è più variabilità durante l'appoggio nella corsa a piedi nudi che con scarpe minimaliste.

La vita moderna crea condizioni continuamente disadattamento: superfici, attività fisica irregolare, minori abilità motorie e resilienza, calzature.

Quando si parla di alcune tribù che corrono a piedi nudi, bisogna notare che lo fanno anche su superfici dure, non solo sulla sabbia o su prati con erba tagliata di fresco.

 

G. Y. MILLET

I principali fattori determinanti la performance nell'ultramaratona rientrano in un compromesso tra basso costo energetico e livello traumatico degli arti inferiori.

 

E. MÜLLER

Le moderne teorie dell'apprendimento motorio considerano la variabilità del movimento come un fattore essenziale del miglioramento della tecnica. La variabilità del gesto ad un livello macroscopico tende a diminuire all'aumentare della performance, ma la variabilità a livello microscopico si comporta esattamente all'opposto, quindi bisogna guardare anche a questi fattori d'adattamento durante il processo d'allenamento. Le perturbazioni esterne (come il trail running) possono innescare un aumento di variabilità funzionale durante lo schema motorio della corsa e questo può portare a diventare più flessibili ed adattabili attraverso schemi motorio nuovi.

 

R. O. NIELSEN

Gli errori nel porcesso d'allenamento sono comunemente accettati come causa d'infortuni, ma le evidenze sono inconsistenti.

 

B. M. NIGG

Non è possibile trarre conclusioni definitive sull'incidenza d'infortuni tra le ultime 4 o 5 decadi, (probabilmente non ci sono differenze) perchè gli studi usano differenti definizioni d'infortunio e differenti popolazioni di corridori.

Gli impatti e la quantità di pronazione si sono dimostrati indicatori inefficaci del rischio d'infortuni.

Sembra che molti individui usino il loro sistema sensoriale per proteggersi dagli infortuni, il che porta alla proposta di un nuovo paradigma: The comfort filter paradigm. I corridori usano la loro sensazione di confort per selezionare scarpe che li fanno infortunare di meno. 

 

C. B PAYNE

Differenti calzature e stili di corsa caricano tessuti diversi in maniera differente. La gestione del carico è cruciale!

 

N. ROMANOV

I produttori di scarpe hanno fallito nel cercare di ridurre l'incidenza d'infortuni, ma gettare via le scarpe non vi farà correre meglio.

 

M. SHORTEN

Il 93% dei soggetti si sbaglia nell'autovalutare il proprio pattern di contatto del piede al suolo durante la corsa.

L'angolo medio di contatto del piede al suolo è tra 10° e 25° di dorsiflessione.

 

D. J. STEFANYSHYN

Maggiore rigidità longitudinale nelle scarpe da corsa aumenta il braccio di leva è può migliorare l'economia di corsa, ma se questa rigidità è eccessiva può anche diminuire l'economia di corsa stessa.

 

 

Liberamente tradotto ed adattato da www.runningclinic.com

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