Un modello funzionale

della corsa

Il modello funzionale della corsa di Erunning è uno strumento che è utile a valutare il gesto della corsa di qualsiasi tipo di atleta, insieme alle sue caratteristiche di adattamento
ai differenti contesti, superfici, velocità.

Le stesse conoscenze diventano poi la base per strutturare un programma di allenamento per la performance, la prevenzione
o la risoluzione degli infortuni.
Particolare attenzione viene attribuita al controllo motorio e alla capacità di eseguire correttamente tutte le fasi del gesto della corsa, alla ricerca di

un'ottimizzazione funzionale personalizzata 

Meccanismi d'avanzamento della corsa

La base per comprendere il corretto schema di movimento per la corsa dell'uomo è chiedersi in che modo avviene l'effettivo avanzamento del corpo in avanti.

Le azioni complesse che realizzano questo spostamento sono tre:

1. L'avanzamento del baricentro oltre la base d'appoggio

2. La trazione del piede al contatto a terra

3. L'oscillazione dell'arto in avanti dopo il distacco da terra

Il primo meccanismo è la base stessa della corsa,
ne costituisce l'inizio e permette la conservazione
di parte della quantità di moto generata passo dopo passo.

La seconda azione è fondamentale per correre a velocità piuttosto elevate, aumenta la sua importanza in salita e nelle accelerazioni e consiste in un'azione principalmente a carico degli estensori dell'anca e di un gruppo muscolare che sembra fatto apposta per la corsa, i muscoli Ischio-crurali.

Il terzo meccanismo è estremamente importante nella velocità pura ed è un'azione molto difficile da allenare correttamente perchè mette in gioco muscoli che sono scarsamente sollecitati in maniera simile da altri tipi di attività.

Attenuazione degli impatti

La principale differenza tra cammino e corsa è la presenza di una fase di volo. A seguito di questo maggiore spostamento verticale del baricentro e dell'aumentata velocità d'avanzamento, nel momento della ricaduta del corpo a terra si generano notevoli forze di reazione al suolo e di carico esterno sulle articolazioni.
Avere un corretto e preciso pattern motorio di attenuazione degli impatti è una capacità importante da allenare, al pari della produzione di potenza per l'avanzamento.

Una scarsa capacità di attenuazione degli impatti può essere anche un fattore limitante l'efficienza del gesto. L'esempio classico di questo fenomeno è ben visibile nella corsa in discesa quando l'affaticamento dei quadricipiti ci constringe a rallentare per diminuire le forze d'impatto da gestire durante la corsa.

Stiffness

Questo tipo di qualità muscolare è alla base stessa dell'azione di corsa e della sua efficienza sia nella velocità che nelle prove di distanza. La confusione attorno a questo concetto e alle metodologie per allenarlo nasce innanzitutto dal suo stesso significato:

la traduzione letterale di stiffness dall'inglese è rigidezza, non elasticità, che poi viene spesso confusa ulteriormente con estensibilità muscolare; il termine stiffness definisce quindi la proprietà del complesso muscolo-tendineo di essere poco deformabile da una forza esterna e quindi di immagazzinare energia elastica al suo interno per restituirla nell'istante immediatamente successivo permettendo ai muscoli di generare fino al 130% del loro potenziale isometrico.

Core stability - Stabilità centrale

Una delle convinzioni pi diffuse è quella che nella corsa ci vogliano gambe e testa. Un numero crescente di studi ha dimostrato che fondamentale è anche il ruolo del tronco e della stabilità centrale di un atleta. In pratica per far lavorare al meglio gli arti inferiori abbiamo bisogno di un punto ben fisso al quale attaccarsi per poter generare potenza.

E' stato dimostrato che un allenamento di core stability pur non avendo una correlazione diretta con la prestazione nella corsa, migliora l'equilibrio, previene le tendinopatie degli arti inferiori, migliora la respirazione
e ottimizza il timing d'attivazione degli arti inferiori.

SCEGLI IL TUO PROFILO

Cocontrazione

Uno dei fattori più sottovalutati per comprendere le disfunzioni della meccanica della corsa è la cocontrazione. Questo meccanismo tramite il quale il sistema nervoso modula la contremporanea attivazione di muscoli agonisti e antagonisti è alla base della stabilità articolare specialmente durante la fase d'appoggio e dell'efficienza del core, ma può seriamente compromettere le sinergie dell'arto inferiore per lo sfruttamento della stiffness o limitare l'estensibilità articolare ad alte velocità. Il corretto timing d'attivazione dei muscoli è fondametale per l'efficienza e la correta erogazione della forza. Inoltre il contamporaneo lavoro di muscoli antagonisti tra di loro è molto spesso alla base di infortuni ricorrenti nei corridori.  

Saper valutare quando una limitazione di forza o di stabilità è dovuta alla cocontrazione è infine fondamentale anche per correggere alcuni errori chiave alla base di specifiche sindromi da sovraccarico.

Se vuoi saperne di più

iscriviti al canale YouTube

ErunningLAB

Iscriviti alla Newsletter Erunning

  • ErunningLab Instagram
  • ErunningLAB Twitter Icon
  • ErunningLab YouTube Icon

Proudly created with Wix.com By Dadedesign