I FONDAMENTI 
DEL MODELLO

Valutazione e Diagnosi Funzionale

L’analisi del gesto della corsa e l’individuazione degli schemi motori deficitari o comunque dei fattori limitanti dell’atleta, deve precedere qualsiasi programmazione del lavoro tecnico o muscolare. 

Questo permetterà di essere il più specifici possibile nell’allenamento e ottenere un transfer efficace tra lavoro tecnico e performance.

Formulata la diagnosi funzionale, ogni esercizio muscolare ed ogni esercitazione di tecnica devono essere concepiti con un preciso scopo. Le andature come, ad esempio, lo skip A non sono efficaci di per sé, anzi possono anche essere dannose. Oppure, parlando di prevenzione delle lesioni della coscia posteriore, è necessario capire se un atleta abbia effettivamente bisogno di allenare i suoi harmstring e in quale modo, magari ragionando sul fatto che, ad esempio, la leg-curl è probabilmente uno degli ultimi esercizi da utilizzare per la corsa.

Correzione e ottimizzazione della corsa

Valutare la cinematica del passo e le eventuali disfunzioni o punti deboli dell'atleta sono alcune delle basi fondamentali per lo sviluppo della performance e la riduzione del rischio di infortuni.

Formulata la diagnosi funzionale, l'atleta deve diventare consapevole dell'obiettivo di ogni correzione, in modo da poter diventare una parte attiva e collaborativa di tutto il lavoro di allenamento, correzione o riabilitazione. In caso di infortunio, il processo di ripresa della corsa deve sempre prevedere una ricerca delle possibili cause del sovraccarico o della lesione per evitare recidive o compensi adattivi sfavorevoli.
Troppo spesso il recupero viene considerato completo alla scomparsa dei sintomi, sottovalutando il fatto che un dolore può sparire o ridursi semplicemente perchè inconsciamente l'atleta ha messo in atto dei compensi, funzionali, ha modificato il 
reclutamento o ricercato l'erogazione di potenza nei distretti muscolari vicini.

Se vuoi saperne di più

iscriviti al canale YouTube

EfficientRunning

Stiffness, elasticità e potenza

Tutti sono concordi nell’affermare che la corsa è fluidità ed elasticità.
Una corsa efficiente richiede ai muscoli di lavorare come raffinatissimi elastici, allungandosi e riaccorciandosi in modo così rapido da poter sviluppare potenze elevatissime in pochi millesimi di secondo.

Il termine “stiffness” definisce, infatti, la proprietà del complesso muscolo-tendineo di essere poco deformabile da una forza esterna, di essere quindi rigido e resistente, per poter immagazzinare energia elastica nella fase di allungamento e di restituirla nell'istante immediatamente successivo durante la fase concentrica, permettendo ai muscoli di generare fino al 130% del loro potenziale isometrico.

Questo ciclo di stiramento-accorciamento si chiama ciclo pliometrico ed è alla base dell'azione di corsa sia nella velocità che nelle prove di distanza.

La capacità elastica dei muscoli biarticolari è il sistema di raccordo che lega i tre pattern di avanzamento tra di loro e li fa interagire con l’ammortizzamento durante l’appoggio a terra. Questo spiega perché un solo pattern disfunzionale può demolire l’efficienza di tutto il passo, oppure come una disfunzione in un determinato schema motorio, può influenzare negativamente quello successivo.

Al contrario, quando riusciamo a individuare la priorità disfunzionale in un gesto inefficiente,
una sola correzione può ottimizzare l’intero ciclo della corsa.

SCEGLI IL TUO PROFILO

Reclutamento e Cocontrazione

Uno dei fattori più sottovalutati per comprendere le disfunzioni della meccanica della corsa è il timing di reclutamento. Piccoli ritardi nella contrazione di un muscolo coinvolto nella stabilizzazione o nell’ammortizzazione possono determinare deviazioni che aumentano il rischio di infortuni. Allo stesso modo una contrazione che si prolunga oltre il suo termine fisiologico determinato dalla cinematica, può creare un’interferenza con l’attivazione di un muscolo sinergista o antagonista.
La sequenza con cui si attivano i muscoli è quindi determinante per l’efficienza della corsa.
La cocontrazione, invece, è il meccanismo tramite il quale il sistema nervoso modula la contremporanea attivazione di muscoli agonisti e antagonisti èd è alla base della stabilità articolare specialmente durante la fase d'appoggio, mentre invece, durante la fase di oscillazione dell’arto libero può seriamente compromettere le sinergie dell'arto inferiore o limitare la mobilità articolare. All’aumentare della cadenza di corsa diventa infatti sempre più difficile per il sistema nervoso mantenere la corretta sequenza delle contrazioni muscolari, accendere i muscoli nel momento giusto, ma soprattutto spegnerli. 

Saper valutare quando una limitazione di forza o di stabilità è dovuta alla cocontrazione, è fondamentale anche per correggere alcuni errori chiave alla base di specifiche sindromi da sovraccarico.

#RuninthEfficientway

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI EFFICIENTRUNNING

INIZIA DA QUI

Sei un endurance runner?

Sei uno sprinter?

Sei un professionista allenatore o fisioterapista?

About me

Blog

BUSINESS

Privacy Policy

Disclousure

  • EfficientRUNNING Instagram
  • ErunningLAB Twitter Icon
  • EfficientRunning YouTubeIcon

Proudly created with Wix.com By Dadedesign