Disfunzioni della Corsa

 

 

Se abbiamo avuto un infortunio o semplicemente perchè adottiamo quotidianamente delle posture e dei movimenti ripetuti scorretti, è fondamentale lavorare in modo specifico per correggere il più possibile ogni disfunzione.Il nostro sistema motorio cambia di continuo in base agli stimoli e sia adatta a ciò che gli chiediamo di fare: dobbiamo assicurarci che durante l'allenamento gli adattamenti vadano sempre nella direzione giusta!

 

Quali sono le principali disfunzioni di movimento della corsa?

 

Utilizzando il modello EfficientRunning è possibile giungere ad una diagnosi di disfunzione di movimento della corsa, quindi capire se il ciclo della corsa dell’atleta è inefficiente a causa di un deficit in uno dei 4 pattern motori fondamentali.

- AMMORTIZZAMENTO

- SBILANCIAMENTO

- AMMORTIZZAMENTO

- TRAZIONE

Ovviamente lo stesso schema può risultare deficitario per differenti motivazioni: proprio nell'identificazione delle reali cause o di uno o più fattori contribuenti del problema, sta il valore della diagnosi funzionale.

Causa vs fonte di un sintomo

Un velocista, ad esempio, può mostrare una performance scadente durante la fase di accelerazione a causa di un deficit di trazione oppure un dolore rotuleo dovuto ad un’insufficiente performance pliometrica della caviglia che determina un sovraccarico al ginocchio.

Bisogna poi tener presente che a volte una disfunzione da un lato del corpo può determinare un problema nel lato opposto. Ad esempio, uno studio di E. Chumanov del 2007 ha mostrato che una rigidità dei flessori dell’anca da un lato determina un tilt pelvico anteriore del bacino durante la fase terminale dell’appoggio e questo, a sua volta, diventa un fattore di rischio per gli stiramenti degli ischio-crurali nella coscia opposta.

In questi casi senza una valutazione globale e sistematica, è molto difficile trovare la vera causa.

Per fare altri esempi relativi alla corsa di endurance, invece, un runner potrebbe avere alcuni deficit nella fase di ammortizzamento che determinano una sindrome da sovraccarico della bandeletta ileotibiale oppure essere poco performante nelle prove più brevi in pista rispetto al suo potenziale teorico a causa di un deficit nello schema di trazione.

Ragionare e valutare lo schema di un atleta permette di identificare immediatamente i fattori critici di una performance o di un infortunio e di attuare un programma specifico di correzione che si integra con l’allenamento. Utilizzare un metodo funzionale infatti permette di lavorare sulla tecnica di corsa con esercizi e strategie che il soggetto può comprendere e attuare facilmente, perché fanno riferimento ad uno schema motorio piuttosto che solo a muscoli o articolazioni.

Questa visione globale del movimento è alla base degli approcci più recenti in fisioterapia e fisiologia dell’allenamento.

Quali sono quindi gli elementi che permettono di capire in quale pattern motorio è deficitario un atleta?
Sei un allenatore o un fisioterapista e
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